Il libro “Troppo fard per la RAI... o troppo poco”


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In questa lunga e travagliata opera – che l’autrice si ostina a definire romanzo – si snoda un saggio sotterraneo sulle Regole del Gioco sottese un po’ a tutti i reality, e a cui lo stesso Super Senior non è riuscito a sottrarsi. Queste regole ostentano un’apparenza semplice, che definisce la finzione come un intervallo con due finestre temporali: una per entrare, l’altra per uscire. Già... proprio come il solstizio d’inverno e il solstizio d’estate... La vita nella morte e la morte nella vita... Al di fuori, la realtà... il luogo da cui si proviene. Con le sue finzioni dissimulate da regole altrettanto feroci, ma spesso invisibili.
Nel reality la finzione è dichiarata. Si seduce, si tradisce... tanto è per finta, è solo un gioco che finirà quando si tornerà da dove si è venuti, nel luogo in cui quelle regole cessano di avere valore e sono subito soppiantate da altre regole, più rigide e austere, che in apparenza non lasciano spazio ai giochi. Più si finge, più si dichiara la propria sincerità e spontaneità. A volte con una voce sguaiata, come quella che qualche settimana fa ho sentito provenire da una giovane donna che pronunciava l’arringa in difesa di se stessa in un tribunale televisivo. Continuava a ripetere «Io sono autentica!», coperta da fischi e plauso.
Peccato che nessuna struttura psicologica sia in grado di reggere una simile sollecitazione senza finire in frantumi... Là fuori servono puntelli, si torna reduci e disorientati. Capita anche a chi non se ne rende conto, a chi non vuole ammetterlo e seguita a raccontare agli altri quell’esperienza come una vacanza... Ma l’altro volto di quelle semplici Regole del Gioco di cui aveva misconosciuto le apparenze gli paleserà il lutto per la finzione appena conclusa, da elaborare in un’altra finzione... quella realtà cui non si trova più giustificazione quando si è esuli di un’altra realtà che definisce regole di finzione semplici ed evidenti, più chiare e seducenti di quelle da cui si è venuti.
La parte finale della quarta di copertina sembra accennare a questo spunto di riflessione, dopo le disarmanti motivazioni di chi sceglie di entrare in questo reality come nel paese delle meraviglie...

Perché dodici persone oltre i sessant’anni decidono di partecipare a un reality? Quale parola li incanta? Quale sogno li accomuna, così sconosciuti e diversi? Che cosa li attrae?
Due nomi che compaiono nel cast registico: Angelo Guglielmi e Bruno Voglino. E un aggettivo: etico, che definisce il reality show.
Nell’avventura surreale che li attende scopriranno la loro inesauribile ingenuità e l’imprevedibile azzardo celato nel gioco impari. Quel mezzo potente e illusorio scompaginerà le loro vite per molte, molte lune.
Ma quando ogni maschera sarà scivolata nello specchio deformante, in un istante di magia ciascuno scorgerà nitida anche l’altra immagine di sé.

Giuliana, ti rivolgo una domanda che ho letto nella premessa del tuo libro: «Quanto dolore è costata questa splendida esperienza?»
Tanto. In parti diverse a ciascuno di noi, per ostinazione o capacità di elaborarlo... qui fuori. La prima reazione, quella di stringerci in gruppo... Credo che sia stato un passo saggio, almeno per me. Poi il tempo aiuta a lenire le ferite, ma non bisogna sbagliare l’unguento.
Ad ogni modo, come dichiarai nell’ultima intervista andata in onda alla fine del reality, quella resta un’esperienza splendida e irripetibile. Non ho cambiato idea, dopo questa traversata con le parole.

Una passeggiata nel «giardino dei sentieri che si biforcano»... Nella prima parte indugi a lungo sulle strategie per conciliare la stravagante partecipazione a un programma televisivo che durerà tre mesi con i vari impegni di vita (lavoro, relazioni...). Ma, ti chiedo, come trovare giustificazione alla ‘realtà’ dopo la fine di un reality?
Non scomoderei Borges... anche se devo ammettere l’insospettabile ramificazione di futuri che molti di noi, me compresa, si sono trovati a fronteggiare nel dopo. La vita è cambiata... ma molto prima di quell’istante in cui abbiamo cominciato ad accorgercene.
Il problema della realtà cui alludi è controverso. In sintesi, dovrei dirti che non è possibile conciliare dimensioni così eterogenee fra loro. Quindi la reazione di rigetto provata una volta tornata a casa l’ho archiviata come fisiologica. Ne parlo nel libro... Quel rigetto indifferente l’ho letto come un riflesso nel comportamento della mia gatta. Ma c’è voluto del tempo, molto tempo, prima che me ne accorgessi davvero. Mi sentivo malata, e lo ero. Qualcuno di noi ha avuto il buon senso di ricorrere a un analista, io ho cominciato a scrivere per tracciare la mia via d’uscita. Ora posso dire di essermi guadagnata la libertà di oltrepassare quella frontiera, di ri-vivere l’avventura di Super Senior come una figura in transito.

Come la definiresti, in una battuta?
Un viaggio fantastico e surreale di sortilegio e sofferenza.

Nell’esergo, dopo la citazione di una sua canzone, c’è una dedica a Salvo... scomparso un anno fa. Quei versi sembrano quasi un epitaffio...
Sì, ma di Salvo vorrei sottolineare – come hai già fatto anche tu sul nostro sito, nella pagina Addio, Salvo... – l’ironia tragica che gli salvava la vita. Mi piace pensare che da qualche parte, nel mio libro, avrebbe trovato le parole che potessero dar voce al suo riserbo sull’esperienza di Super Senior.

Agli altri ‘senior’ è piaciuto il tuo ‘romanzo’?
Anche se ironizzi sulla mia definizione di romanzo, questo non è un saggio sulla televisione. È il racconto di un’esperienza comune di vita... che passa anche attraverso la televisione. Devo però riconoscere che qua e là mi sembra di scorgere il saggio sotterraneo cui alludi... Sarà intenzionale? (Risate) Ti ricordo che anche uno dei tuoi scrittori preferiti, Philippe Sollers, si ostinava a definire romanzi le sue opere...
Comunque no, gli altri super senior non l’anno ancora letto. Ovviamente sanno che ci stavo lavorando... da tempo... e che sono finalmente riuscita a scrivere la parola fine. Ormai leggeranno l’edizione ufficiale, prossima all’uscita.

Touché... per quanto riguarda Sollers.
Diciamolo per il ‘4, anzi 8%’ che continua a seguirvi e a chiederlo via e-mail: quando esce il tuo libro?

Nella seconda metà di maggio. Sarà in vendita in libreria, sul sito Internet di Giancarlo Zedde Editore... Chi preferisce, può contattare direttamente la casa editrice e ordinarlo a uno di questi recapiti:

Giancarlo Zedde Editore
Via Duchessa Iolanda 12
10138 TORINO TO
Tel.       011.4331241
Fax       011.4343202
E-mail   zedde@zedde.com
Web     http://www.zedde.com

Vorrei aggiungere che in “Troppo fard per la RAI... o troppo poco” si parla anche di loro, del ‘4, anzi 8%’, come da tempo definiamo il pubblico che continua a scriverci e a fermarci per strada. Sarà una percentuale ridotta da un punto di vista di share televisivo... Ma che strano: li avremo incontrati quasi tutti, ormai!
Scherzi a parte, i dati raccolti da esperti di settore e studenti di scienze della comunicazione che hanno elaborato tesi su Super Senior evidenziano numeri diversi da quelli ufficiali. Ad ogni modo, non so a quanti programmi televisivi, dopo la scomparsa dai palinsesti, capiti di avere un seguito così nutrito per anni. Forse Super Senior rappresenta un’alchimia irripetibile – non solo per il seguito, ma anche per le relazioni e le iniziative nate all’interno del gruppo – su cui la Rai non ha avuto l’umiltà di riflettere abbastanza a lungo...
Per noi l’affetto e l’attenzione di chi continua a seguirci e a mantenere un contatto resta un trionfo inaspettato e impagabile. Gli altri continuino pure a dare i numeri...

Suonerà banale, ma... quali progetti per il futuro?
Per l’uscita del romanzo sarò alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio 2009, padiglione 2 stand L134. E poi un po’ in giro per le presentazioni in libreria, nei circoli letterari... soprattutto dopo l’estate. In qualche occasione canterò anche dal vivo alcune mie canzoni, un paio sono incise sul CD “Dalla vita in su”. Per il momento, comunque, questa è solo un’idea da definire.

Bene... Ma alludevo soprattutto a progetti ‘letterari’... futuri.
Mentre scrivevo su Super Senior, in alcuni mesi mi sono sentita un fiume in piena. Le parole che hanno trovato poco spazio in quel contesto prima o poi esonderanno in un affresco parallelo, una storia di solitudini, incontri e separazioni che attraversano il Tempo e la Storia. La mia storia, quella di altre persone... e di qualche generazione che si è spesa senza riserve. Ho già cominciato a lavorarci su...

In Italia pare che sia sempre più difficile pubblicare un libro in tempi accettabili... Il nome ‘Super Senior’ è servito ad aprire qualche porta più rapidamente?
No. O meglio: non posso saperlo, dal momento che non ho bussato a tante porte. L’editore Giancarlo Zedde ha creduto subito in questo lavoro e in tempi strettissimi ha letto il manoscritto e ha curato la pubblicazione in modo da riuscire a presentarlo alla Fiera Internazionale del Libro di Torino. Considerato il costume dell’editoria negli ultimi anni – alludo al contributo economico richiesto agli autori per pubblicare un’opera –, molti stenteranno a credere che io non abbia dovuto pagare neanche un centesimo. Sì, si incontrano anche professionisti con tanta voglia di fare qualche volta... non solo mercanti.
E poi Zedde ha un entusiasmo coinvolgente... e l’innocenza di sdrammatizzare le difficoltà che si presentano. Oberati di lavoro e con il carico di qualche vicissitudine contingente, sia lui che Rosanna Pii del comitato editoriale riuscivano sempre a trovare il pretesto per riderci su e allentare la tensione. È stata una gran bella esperienza, faticosa ma gratificante. Un’altra botta di vita...

Siamo alla fine di questa conversazione, quindi al suo possibile punto d’inizio... Che cosa mi dici del titolo?
Non ti dico niente... perché tu che hai letto il libro sai a che cosa allude. (Risate)
È una citazione, non particolarmente dotta... Un tormentone che ci ha accompagnate per cento giorni... Lascio alle lettrici e ai lettori la soddisfazione di cercare nel libro la risposta a questa piccola curiosità.

Nicola Giudetti



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